Scritto da: Marco Melillo - Categorie: tecnica

Il modo lidio: spiegazione, tecnica e ascolti

Il modo lidio fa parte della famiglia dei modi maggiori della scala maggiore. Caratterizzato dalla presenza della quarta aumentata, ha una sonorità sognante ed eterea e viene utilizzato in tantissimi generi musicali diversi, dalle colonne sonore ai brani rock. In questo articolo vedremo la sua costruzione, le sue caratteristiche e ascolteremo alcuni esempi per assimilarne la sonorità.


Premessa

Il modo lidio è il quarto modo derivante dalla scala maggiore e fa parte della famiglia dei modi maggiori insieme al modo ionico e al modo misolidio. Ciò che rende maggiore o minore un modo è proprio la qualità della sua terza, chiamata appunto nota modale, come succede negli accordi. Ci tengo a specificare che quando si parla di musica modale usciamo dal contesto tonale in cui siamo soliti muoverci musicalmente parlando, ordinato secondo le regole dell'armonia classica. Consiglio di approfondire prima di andare avanti ai neofiti dell'argomento.

Quando si pensa al modo lidio normalmente ci vengono in mente sonorità molto positive ed eteree ma al contempo meno "rigide" e "consuete" rispetto al modo ionico, cioè la scala maggiore. Tale caratteristica è data proprio dalla presenza della 4 aumentata che è l'unica nota che differenzia tale modo dalla scala maggiore. Ma vediamo insieme la struttura intervallare del modo lidio.


Struttura intervallare e caratteristiche del modo lidio

Abbiamo detto che deriva dalla scala maggiore, precisamente nasce dal quarto grado della scala, il Fa nel caso della tonalità di do maggiore.

Prendiamo la scala maggiore di do con la sua struttura intervallare e andiamo a vedere insieme cosa succede se la riscriviamo a partire dal Fa.

DO T RE T MI ST FA T SOL T LA T SI ST (DO)

che diventa

FA T SOL T LA T SI ST DO T RE T MI ST (FA)

Notiamo subito che la struttura intervallare della nuova scala è leggermente diversa a quella della scala maggiore. Invece di TONO-TONO-SEMITONO-TONO-TONO-TONO-SEMITONO abbiamo TONO-TONO-TONO-SEMITONO-TONO-TONO-SEMITONO. Per capire meglio su quale grado va ad influire tale differenza, andiamo ad applicare la nuova struttura intervallare a partire dalla nota do, utilizzando il cosiddetto metodo parallelo. Otteniamo così:

DO T RE T MI T FA# ST SOL T LA T SI ST (DO)

La scala così ottenuta sarà facilmente comparabile alla scala maggiore di do di riferimento. Scopriamo infatti che la nuova scala differisce dalla scala maggiore, in modale detto modo ionico, soltanto per il 4° grado che è aumentato. Chiameremo questa nota come nota caratteristica del modo lidio.


Le diteggiature a tre per corda e forme CAGED

Come avrete già capito per ottenere la diteggiatura del modo lidio basterà alzare la quarta nota dei box della scala maggiore che già conosciamo. E vi consiglio proprio di impararla in questo modo, visualizzando la quarta della scala del box che state suonando e modificandola di volta in volta, in modo da rafforzare la vostra abilità di mappare la tastiera.

Vediamo appunto questo processo qua sotto

dal modo ionico al modo lidio
Modo lidio con i gradi

Vediamo adesso i 7 box a 3 note per corda

Box modo lidio a 3 per corda

Vi consiglio di praticare queste diteggiature con diverse divisioni ritmiche, partendo dalle terzine per poi passare ai sedicesimi e alle sestine. Con i sedicesimi sentirete che la sequenza suona in maniera leggermente diversa, poichè andrete a suonare sequenze di 4 note a 3 note per corde, ottenendo un spostamento dell'accento.

E' ancora più importante conoscere le diteggiature strette, che vediamo col sistema CAGED, per applicarle alle forme degli accordi e approfondire ancora una volta la visualizzazione dei gradi e dei toni guida dell'accordo.

Box CAGED modo lidio

Armonizzazione in triadi e quadriadi del modo lidio

Adesso che conosciamo la scala lidia, andiamo a costruire delle progressioni armoniche. Prima però dobbiamo conoscere l'armonizzazione di tale scala, che non sarà altro che quella della scala maggiore partendo dal IV grado.

Armonizzazione in triadi

I II IIIm IVdim V VIm VIIm

Armonizzazione in quadriadi

Imaj7 II7 IIIm7 IVm7b5 Vmaj7 VIm7 VIIm7

Con questi accordi possiamo creare delle progressioni armoniche modali. Ad uno sguardo più attento non sarà sfuggito che questa armonizzazione non possiede l'accordo di dominante sul suo quinto grado, ma sul secondo. Questo accordo non avrà più la funzione di creare una cadenza perfetta V-I, quindi dovremo stare molto attenti ad utilizzarlo correttamente, poiché ci porterebbe da un'altra parte rispetto all'accordo di primo grado del modo. Per creare un giro armonico nel modo lidio non dovremo far altro che utilizzare gli accordi dell'armonizzazione appena vista, sottolineando la centralità dell'accordo di primo grado. Non lo potremo fare tramite le cadenze tradizionali -almeno non direttamente- ma dovremo creare i così detti giri modali.


Progressioni armoniche

Un modo molto semplice per creare giri armonici modali valido per tutti i modi, potrebbe essere quello di utilizzare gli accordi che nascono sul IV e V grado della scala maggiore e il I grado di ciascun modo. Penso che con un esempio sarà più facile capire questo ragionamento.

La scala di Do maggiore ha come IV il Famaj7 e come V il Sol7. Per creare un giro armonico ionico -cioè la scala maggiore- basterà utilizzare il quarto e quinto grado, cioè Famaj7 e Sol7, e l'accordo di primo grado del modo, cioè il Domaj7.

|| Domaj7 | % | Famaj7 | Sol7 ||

Qui potete vedere un esempio di giro modale ionico. Ma andiamo ad applicare lo stesso ragionamento al Do lidio.

La scala di riferimento del Do lidio è il Sol maggiore che ha come suo quarto grado il Domaj7 e come quinto il Re7. Il Domaj7 è anche però l'accordo di primo grado del modo lidio. Quindi il giro modale lidio utilizzerà soltanto due accordi, in quando il primo grado del modo e il quarto grado della scala generatrice corrispondono allo stesso accordo. Abbiamo quindi:

|| Domaj7 | Re7 ||

In questo modo abbiamo una dominante che va a risolvere sul suo primo grado, ma rimane invece sospesa; per questo molto spesso il giro viene semplificato utilizzando gli accordi in forma di triadi.

|| Do | Re ||

Potremmo riassumere questa progressione con questa scrittura, così che possiamo costruire il giro modale lidio a partire da qualsiasi nota.

|| I(maj7) | II(7) ||

Molto frequente è anche l'utilizzo di una nota pedale lungo il giro, per sottolineare la centralità di un accordo piuttosto che un altro e far sentire meglio la sonorità del modo in questione. E' molto probabile trovare il giro che abbiamo visto sopra in questa variante:

|| Do | Re/Do || o || Domaj7 | Re7/Do ||

Comunque ogni qualvolta ci troviamo davanti ad un accordo statico maggiore oppure maggiore con la settima maggiore, possiamo suonarci la scala lidia. Ancora meglio se ci troviamo davanti ad un Imaj7#11 dove la scelta del modo lidio è pressoché obbligata.

Esercitatevi su questa base in Do lidio con le scale che abbiamo visto, passate poi agli altri centri tonali che trovate sul canale Youtube di Guitar Prof.


Alcuni esempi da ascoltare

Per capire e incorporare la sonorità del modo lidio non c'è esercizio migliore che l'ascolto consapevole di brani che lo utilizzano al lor interno. Lo si trova in tantissime composizioni, magari non per la loro intera durata, e sono sicuro che qualcuna già la conoscete e magari non sapete che al loro interno viene usato tale modo.

E' molto frequente l'uso del modo lidio nel cinema. Vi lascio questo video dove troverete un sacco di esempi, dalla colonna sonora di Star Wars ai Led Zeppelin.

Joe Satriani in Flying in a Blue Dream ci ha regalato un intero brano costruito sul modo lidio. Ascoltiamolo insieme.

Lo stesso ha fatto il suo allievo Steve Vai in For The Love Of God.

Un altro esempio, questa volta preso dalla musica italiana, l'ho scovato all'interno del brano Più Su di Renato Zero. Il brano è di per se tonale, anche se arricchito da cambi di tonalità. Ho voluto analizzare la strofa, in particolare nel punto in cui dice "fino a sfiorare Dio" a 0:59. In questo frangente il brano indugia per un momento su un Do e un Re/Do e la canzone ci da momentaneamente quella sonorità magica e sospesa propria del modo lidio, dandoci come l'impressione di star andando verso l'alto, verso Dio insomma! E' un po' azzardato parlare di cambio di tonalità - o meglio di modalità - in quanto il Do e il Re sono esattamente nella tonalità di Sol maggiore/Si minore in cui si è svolto il brano fino a questo momento. Ecco il giro dal cantato.

| Re | Mim Fa#7 | Sim | Lam7 Re7 |
 bIII  IVm  V7    Im    IIm   V7    
      Si minore         Sol magg.
| Sol| Lam Si7  | Mim | La7   |Lam7 |Re7sus4| Re7 |
  I     IVm  V7   Im     V7     IIm   V  
          Mi minore              Sol magg.
|Sol |Lam  Si7  | Mim |  Rem  Sol7 | Do Re/Do |
  I    IIm  V7    Im      IIm  V7    I   II 
                                         V   
          Mi minore        Do magg./Do lidio  
   
|Sim    | Mim |  Lam |   Mim   La7 |   Re7  |
  Im       Im    IVm    I     V7/V    V

Conclusioni

A questo punto sarete sicuramente più consapevoli del significato di scala modale e delle sonorità che, in questo caso quella lidia, ci può offrire in fase di composizione. Lo abbiamo visto col modo lidio come le stesse note della scala maggiore possono suonarci diverse dal momento in cui al nostro orecchio cambiamo la chiave di lettura di tali note, cioè gli facciamo capire qual'è il centro tonale di una composizione. Il mio consiglio è di suonare in una prima fase la scala lidia su accordi statici maggiori e insistere proprio su quella quarta aumentata, sforzandovi di percepire le sensazioni che vi suscita. Poi andate a suonare sulle backing track che trovate sul canale Youtube del blog, in seguito andate a costruirvi i vostri giri modali e cercate di sviluppare delle piccole composizioni. Buono studio!

fine
Marco Melillo - 

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