Scritto da: Andrea Baroni - Categorie: improvvisazione / jazz

Improvvisare sul II V I: un esercizio semplice

La cadenza II V I è probabilmente il terreno di gioco più battuto da tutti gli amanti e non del jazz. Uno dei goal dell’improvvisazione è quello di riuscire a fare sentire l’armonia, il cambio degli accordi mentre eseguiamo le nostre frasi.  Vi propongo un semplice esercizio per iniziare ad improvvisare sul II V I che vi permetterà anche di esplorare tutta la tastiera della chitarra


II V I: visualizziamo gli accordi sulla tastiera

Per prima cosa visualizziamo gli accordi di questa semplice cadenza sulla tastiera della chitarra.
Ritengo molto utile questo passaggio perché quando andremo a costruire le nostre frasi, ci tornerà più semplice applicarle e visualizzarle su forme di accordo a noi familiari.
Per organizzare e semplificare ancora di più il lavoro andremo a scegliere i voicings degli accordi all’interno delle diteggiature del CAGED .

Diteggiatura CAGED
Diteggiatura della scala maggiore di DO in forma di LA

Data questa diteggiatura andrò ad individuare, all’interno di essa,  gli accordi che formano la cadenza II V I. Visto che ho scelto la tonalità maggiore di DO, gli accordi saranno Dm7, G7 e Cmaj7.

 Dm7
RE m7
Diteggiatura G7
SOL 7
Cmaj7
Do maj7

Provate adesso ad individuare all’interno delle altre diteggiature CAGED, i voicings della tanto amata cadenza II V I.


Un semplice esercizio per iniziare ad improvvisare sul II V I

Adesso che abbiamo definito una porzione di manico (data dal box da me scelto) e la diteggiatura dei nostri accordi, eseguiamo un semplice esercizio che vi permetterà di iniziare ad improvvisare sul II V I.
L’esercizio che vi propongo è assolutamente semplice ed efficace.
Lo suddividerò in tre frasi o linee melodiche.

Improvvisazione II V I
Linea melodica n.1

La frase numero uno collega in un modo estremamente naturale i tre accordi con una linea melodica discendente che inizia dalla terza minore dell’accordo Dm7.
Analizzando nello specifico le singole note vediamo che eseguirete le note guida sul primo e sul quarto movimento della battuta.
In sostanza quella che state eseguendo è una banale scala maggiore eseguita in modo discendente partendo dalla terza del suo secondo grado che termina sulla terza del suo primo grado.

Ovviamente questa frase non è da intendere come lick da usare durante i vostri soli. È un primo approccio logico a quello che potrebbe essere un percorso melodico da intraprendere per cominciare a prendere confidenza con la cadenza II V I. Sono dei punti di partenza da utilizzare anche per meglio comprendere il fraseggio dei più grandi jazzisti conosciuti.

Improvvisazione II V I fig. 2
Linea melodica n.2

La frase numero due inizia con l’arpeggio di Dm7 per poi proseguire come la frase numero uno.

Improvvisazione II V I fig. 3
Linea melodica n.3

L’ultima frase che vi propongo inizia con l’arpeggio discendente dell’accordo Dm7 a partire dalla quinta. Sul quinto grado invece viene eseguito l’arpeggio di G7 partendo dalla terza per poi risolvere sulla quinta di Cmaj7.


Conclusioni

Vi consiglio di lavorare in questo modo:

  • Scrivete su un foglio le tre frasi in tutte le tonalità
  • Visualizzate ogni frase in tutti i box del CAGED
  • Trasposrtate le tre frasi anche sul II V I minore utilizzando però la scala minore armonica

All'interno del pdf da me realizzato contenente le tre frasi analizzate in questo articolo, troverete anche delle piccole variazioni di esse molto interessanti.
Se questo tipo di approccio vi è piaciuto vi invito ad acquistare il seguente metodo: “Connecting Chords With Linear Harmony” di Bert Ligon.

Buono studio e alla prossima!

fine
Andrea Baroni - 

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