Scritto da: Sergio Casabianca - Categorie: tecnica

Plettrata alternata: due frammenti melodici per svilupparla

Plettrata alternata ed alcune semplici osservazioni pratiche sul rapporto note per corda ed il controllo dei movimenti.


La plettrata alternata è sicuramente una delle tecniche più diffuse e spesso più ostiche nel vasto mondo della chitarra moderna e non solo.
Spesso il plettro può rappresentare un oggetto maledetto che non si lega perfettamente con la nostra fisicità e che non riusciamo a controllare a dovere. Inoltre, sono davvero svariate le tecniche di plettrata utili per tirar fuori dalla strumento sonorità differenti. La principale, sia per motivi di logica che di immediatezza è proprio la plettrata alternata, tuttavia molto spesso rappresenta un vero e proprio cruccio per coloro che stanno iniziando ad approfondire la tecnica strumentale.
Una delle soluzioni ai problemi, che presento in questo articolo, ha a che vedere con il controllo delle due plettrate contrapposte su piccoli gruppi di note.


Il solfeggio ritmico degli ottavi 

Prima di parlare subito di plettrata, affrontiamo un semplice argomento teorico che chiarisce una delle logiche che si nasconde dietro la plettrata alternata: la suddivisione.
Per maggiore comodità useremo soltanto la suddidivisione in ottavi, ovvero in crome, per dividere le plettrate verso il basso - downstroke - e quelle verso l’alto - upstroke.
Una delle prime regole che spiego a lezione a chi si approccia ad uno studio serio della chitarra moderna, è la distinzione delle due differenti plettrate in base alla posizione ritmica della nota.
La plettrata sarà infatti verso il basso, downstroke, sul battere di ogni movimento di una misura; 
la plettrata sarà invece verso l’alto, ovvero upstroke, sull’ottavo in levare di ogni movimento.
Questo è il principio della comprensione della suddivisione ritmica applicata alla tecnica della plettrata.
Si può trovare un riferimento a questo modo di dividere anche nel famoso metodo di W. Leavitt.

 

Suddivisione degli ottavi con plettrata alternata. Guitar Prof Blog

Si potrebbe plettrare in tanti modi, ma...

E’ bene chiarire che ovviamente si potrà derogare alla regola appena esposta per vari motivi, ma solo dopo aver raggiunto un certo livello di controllo della plettrata.
Sono tante le tecniche con cui possiamo usare il plettro ad avere una risposta diversa dallo strumento in termini timbrici, melodici, di diteggiatura e comodità.
Tuttavia è bene avere chiari i meccanismi della plettrata alternata perché, una volta padroneggiata, concorre sicuramente allo sviluppo di altri tipi di plettrata.
Si tratta, infatti, di controllo del plettro e delle due uniche possibilità di movimento direttamente combinate.
Legare la plettrata al solfeggio ritmico, è inoltre utile alla codifica ritmica dei passaggi che studiamo, trascriviamo, imitiamo ed anche componiamo. 
Dunque bisogna attenzione bene la plettrata alternata per poi liberarsi e plettrata come vogliamo o come viene richiesto.


3 note per corda

Uno degli ostacoli più complessi da superare all’alba della nostra esperienza chitaristica, è sicuramente l’esecuzione fluida di scale e frammenti 3 note per corda. Come sappiamo le stesse note possono essere diteggiate in varie posizioni e con varie forme, combinando set di manico e corde. Siamo abituati a vedere scale 2 note per corda, scale miste, scale 3 note per corda con eccezioni, scale che hanno sempre 3 note per corda, addirittura scale a 4 note per corda.
Le diteggiature 3 note per corda hanno avuto un grande sviluppo a partire dagli anni ’80 e sono il principale cibo dei chitarristi più tecnici di stampo Rock, Metal, Fusion, ma ovviamente anche Pop e Jazz.
Se da un lato, questo tipo di diteggiatura possa fluidificare il lavoro della mano sinistra, molto spesso si incorre in errori di distrazione o controllo sulla mano destra, ovvero con la plettrata.


Controlliamo la plettrata sul cambio corda

Qui di seguito vi offro un piccolo spunto su un frammento di 2 corde adiacenti su di una diteggiatura 3 note per corda. Abbiamo, dunque un totale di 6 note distribuite equamente su 2 corde.
Per iniziare a padroneggiare bene la plettrata, dobbiamo porre la giusta attenzione sulla quarta nota di questo frammento.
Essendo una diteggiatura a 3 note per corda, la quarta nota risulterà sulla corda successiva e con una plettrata verso l’alto. Qui si gioca gran parte della questione!
Analizzando il movimento del plettro, potremmo dire che dopo aver suonato la 3 nota, supera in aria la corda sottostante e plettro nuovamente, ma questa volta verso l’alto.
Stiamo dunque suonando tre coppie di ottavi ed iniziamo ad avere contezza di battere e levare e delle corrispettive plettrate. Presento l'esempio in 3/4 solo per chiarezza grafica, ma potrebbe essere in qualsiasi tempo binario.

Frammento melodico di 3 note per corda per migliorare il controllo della plettrata alternata

Ovviamente è bene cercare di fare andare in loop frammenti di questo tipo, in modo da meccanizzare al meglio la plettrata ed avere confidenza ritmica con il battere ogni qual volta ricominciamo da capo.


Piccoli suggerimenti su questo frammento

Per migliorare ancora la nostra consapevolezza possiamo attuare alcune scelte intelligenti in funzione di controllo dell’attività che stiamo studiando.
Ad esempio:
- Preoccupiamoci di tutte le note: controlliamo l’effettivo svolgimento inserendole progressivamente una per volta
- Fermiamoci sulla quinta nota, che è in battere, per controllare la nostra capacità di distinguere battere e levare.
- Invertiamo la plettrata dall’inizio, ovvero partiamo con il colpo verso il basso: anche questa è una deroga alle regole di suddivisione finora espresse ma è un punto di vista differente e molto utile per governare a dovere i movimenti del plettro. Insomma, dobbiamo cercare di avere consapevolezza della posizione ritmica di ogni nota, del conseguente colpo di plettro e di poter anche decidere di governare a modo nostro la plettrata pur mantenendola alternata.


Seconda attività su questo frammento

Un secondo esempio, inteso come evoluzione di quello principale proposto in precedenza, è il seguente:

Controlliamo la plettrata su due corde adiacenti con un frammento melodico di 5 note

Come vedete si tratta di sole 5 note, sempre in ottavi, che vengono ripetute senza interruzioni.
Di conseguenza si svilupperà un doppia frase che comprende 10 note e spezza in due il frammento con una grandissima novità: nella seconda parte della frase si partirà in levare, infatti con una plettrata verso l’alto. Questa è una grande prova in termini sia di tecnica che di consapevolezza ritmica, poiché ci invoglia ancora di più ad andare a tempo distinguendo tra battere e levare. Inoltre, con questa attività, la plettrata alternata - specialmente quella volta l’alto - ne esce rafforzata.
Solitamente l’upstroke presenta il problema di essere più debole e quasi timido: in questo modo raggiungerà presto l’omogeneità con il downstroke verso il basso. Anche in questo caso vi segnalo che l'attività può essere svolta su ogni tempo binario, con gli spostamenti di posizione della melodia che ne deriveranno all'interno delle misure.


Trasferiamo questa idea di plettrata ad altri frammenti di scala

Vi invito a fare i dovuti esperimenti con tutti i possibili frammenti di 6 o 5 note su due corde adiacenti. Finora ho scelto appositamente questo poiché presenta un allargamento interessante per sviluppare anche la tecnica della mano sinistra. Tuttavia è bene non tralasciare altre possibilità, come l’inizio di scale di modo minore o altro ancora.
Potremmo anche pensare di sfruttare una gruppo più ampio, ad esempio 3 o 4 corde, pur sempre sentendo a mente la precisione richiesta per codificare ritmo e plettrata e migliorare il controllo.
L’attività proposta è di grandissima importanza per una comprensione dei meccanismi della plettrata, dunque vi consiglio di non tralasciarla o sorvolare.
Alla prossima!

fine
Sergio Casabianca - 

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