Scritto da: Alessio Lottero - Categorie: basso / guitar stories / rock

Jack Bruce: la psichedelia made in Scotland

Jack Bruce, polistrumentista e cantante scozzese, considerato uno dei grandi innovatori del rock britannico, nasceva il 14 maggio 1943


Introduzione

La nostra rubrica si prende una licenza concettuale ed evade dal mondo della chitarra, per rendere omaggio ad un autentico eroe delle quattro corde: Jack Bruce. Sebbene la figura di Bruce sia associata da sempre alla rivoluzione del basso elettrico come complemento prezioso di innovazione del rock, sarebbe riduttivo parlare del musicista scozzese in questi termini.

Jack Bruce è infatti annoverato tra i più raffinati compositori del rinnovamento musicale del Regno Unito. Siamo innanzi ad uno scrittore poliedrico e premuroso in grado di fondere insieme stili e generi apparentemente distanti, per generare una fusion inaspettata ed inedita.

Nel corso della sua lunga ed eterogenea carriera, Jack Bruce ha saputo "navigare" attraverso le epoche e gli stili, firmando alcuni dei più significativi capitoli del rock. Il tutto senza mai rinunciare al suo particolarissimo approccio personale. Aspetto, questo, che lo ha da sempre bollato come outsider costringendolo, al netto di innegabili picchi di successo, ad una certa nicchia artistica.

L'esigenza musicale del musicista di Glasgow lo ha portato gradualmente a percorrere vie stilistiche estremamente cangianti, senza mai dimenticare però la matrice jazz e blues con cui mosse i primi passi. Il patrimonio derivante dalla sua instancabile ricerca rimane ancora oggi una fonte inesauribile di suggestioni per gli odierni musicisti, che lo considerano a buon merito un pioniere della musica "colta".


Jack Bruce

Jack Bruce
Photo by Wikipedia

Jack Bruce nasce il 14 maggio 1943 nei dintorni di Glasgow, Scozia. La passione per la musica lo colse appena diciassettenne e lo convinse ad iniziare diligentemente gli studi, inizialmente incentrati su violoncello e composizione classica. Da qui nasce la marcata ricercatezza armonica che contraddistingue l'intera produzione di Bruce, perfino nei suoi episodi più prettamente psichedelici.

Come tutti gli autorevoli pellegrini della musica, Jack Bruce abbandona la terra natia per spostarsi a Londra. La città è infatti la mecca indiscussa della musica europea degli anni sessanta e capitale del nascente british blues revival. Se la scena rock blues in Inghilterra si vivificò al punto da costituire un mondo a sé e distinguersi dalla scuola americana, lo si deve anche a Jack Bruce.

Abbiamo avuto modo di trattare questo argomento, tempo addietro in questo articolo. Il capitolo londinese di Jack Bruce si apre repentinamente, sulla scia di un'euforia musicale che si propaga contagiosa in tutta la città. Il giovane di belle speranze si butta subito nella mischia, dando il via ad una serie di collaborazioni epocali.

Bruce intensifica lo studio del contrabbasso, proprio in occasione dei suoi primi importanti ingaggi con i protagonisti della scena, facendosi apprezzare come performer preparato e virtuoso. La sua matrice classica viene presto contaminata dalla vena jazz, che era primaria a Londra prima del restyling del delta blues.

L'episodio nevralgico che dà l'avvio all'ascesa di Jack Bruce avviene nel 1962, con Alexis Korner e la sua Blues Incorporated: da questo episodio inizia ufficialmente la carriera di Bruce.


The Graham Bond Organisation

Conclusasi la proficua parentesi con Alexis Korner, Jack Bruce è ormai uno dei performers più gettonati in città. A dare credito al musicista è la sua originale e coraggiosa visione che lo porta a tentare sperimentazioni spavalde, sullo strumento come negli arrangiamenti.

La sua indole musicale è ciò che fa la differenza, seducendo i volti noti della scena, di cui Bruce è sempre più attivo protagonista. Il capitolo successivo della carriera di Jack è anche una delle più interessanti realtà del british blues, considerato un passaggio obbligato alla stesura di tal genere.

The Graham Bond Organisation prende il nome dal suo fondatore, eccentrico musicista inglese che saprà fondere la tradizione del delta con la crescente notorietà del bit commerciale. Durante la breve ed altalenante carriera di questa band fondamentale, Bruce potrà far valere il suo status di polistrumentista.

Non solo contrabbasso infatti, ma basso elettrico, armonica e occasionali interventi canori contraddistinguono il contributo di Jack Bruce al progetto di Graham Bond. The Graham Bond Organisation compare a buon diritto nel nostro articolo dedicato ai fondamenti del rock blues.


Cream

Sebbene la carriera di Jack Bruce sia costellata di collaborazioni eccellenti e segnata da vari momenti memorabili, è doveroso sottolineare l'episodio che lo ha consacrato all'olimpo della musica rock: i Cream.

I Cream sono il primo power trio della storia del rock, precursori di un fenomeno che esploderà anni dopo, grazie alla loro esplosiva ascesa. Difficile immaginare un'odierna realtà nella musica rock che non sia stata influenzata dalla musica di questa band innovativa ed avanguardistica.

La musica dei Cream è il risultato di una fusione di stili differenti e personalità ingombranti, sulla carta decisamente male assortite, ma che hanno proposto qualcosa di mai ascoltato fino ad allora.

Artefici di questa rivoluzionaria proposta musicale sono i tre musicisti di maggior consenso in Inghilterra nei primi anni sessanta. Assieme a Jack troviamo il batterista jazz Ginger Baker, già collega di Bruce nei Graham Bond Organisation. Il terzo componente è il chitarrista più famoso dell'epoca, eroe del blues britannico: Eric Clapton.

Nel corso di due intensissimi anni, caratterizzati da eccessi, litigi e tour mondiali estenuanti, i Cream firmeranno la storia del rock con quattro album considerati essenziali per il genere.

Jack Bruce, che oltre al ruolo di bassista copre anche quello di cantante principale, firma i testi in collaborazione con il poeta beat Pete Brown. Il successo dei Cream è in fondo attribuibile proprio alle molte ispirate personalità coinvolte nel progetto.

L'estro artistico e l' armonia lavorativa spesso non vanno insieme e i Cream rispettano questa consuetudine: tra i molti dissapori il trio si scoglie nel 1969. Dalle ceneri di una delle più interessanti proposte del panorama musicale, sorge l'opportunità per Jack Bruce di proporre finalmente la sua musica, senza condizioni.


la carriera solista

A fine anni sessanta Jack Bruce è orfano dei Cream: la loro mirabolante ascesa ha avuto grandi fasti ma un decorso drammatico e repentino. Bruce raccoglie allora tutto il materiale scritto nell'ultimo periodo, in cui i membri vivevano come separati in casa accomunati solo da obblighi contrattuali.

E' questo il principio di una carriera spumeggiante che vedrà Jack Bruce cimentarsi con una lunghissima lista di leggende della musica, in veste di apprezzatissimo turnista di eccellenza. Le altisonanti collaborazioni non oscurano tuttavia una discografia personale varia ed ampia, che lo pone finalmente come unico artefice del suo successo.

Con il suo nome Jack Bruce firmerà dischi memorabili che rivoluzioneranno l'idea stessa di rock, ponendolo in condizione di assoluta avanguardia e dando lustro all'autore, che da lì in poi vivrà nell'apprezzamento di tutti gli addetti ai lavori.

Del resto, come detto, Jack Bruce è proprio questo: un autentico outsider. Ogni momento della storia musicale inglese, nella sua accezione moderna ed innovativa, gli deve qualcosa.


Ascolto consigliato: Jack bruce - Songs For A Tailor (1969)

Jack Bruce: Songs For A Taylor (1969)

Il disco consigliato è anche lo spartiacque tra due distinte epoche nella carriera di Jack Bruce. Se infatti Wheels Of Fire è l'album dei Cream che alcuni analisti considerano il primo lavoro solista di Bruce, questo album del 1969 pone finalmente la firma esclusiva del compositore in un progetto personale ed indipendente.

Al riparo dalle imposizioni commerciali di un management avido e alleggerito delle aspettative della grande audience, Bruce può finalmente dare sfogo alle sue esigenze compositive, senza filtri e in assoluta libertà.

All'interno di Songs For A Taylor troviamo tutti gli ingredienti della musica di Jack Bruce. L'album tutto è un perpetuo scambio tra classico e moderno, tra conclamato ed innovativo. Proprio in questa occasione, l'autore da prova di essere anche arrangiatore sopraffino, proponendo orchestrazioni sapienti e preziose.



In conclusione

Jack Bruce è stato uno dei più felici capitoli musicali del Regno Unito: un apripista fino all'ultimo concerto. Il suo nome compare in tutti i grandi momenti del rock inglese e il suo contributo è non solo prezioso, ma indispensabile.

Fino alla sua scomparsa nel 2014, Bruce ha saputo dimostrarsi un autore ispirato ed un concertista instancabile; un esempio lampante di dedizione totale e viscerale. Il vuoto che lascia nel mondo della musica è enorme.

Cantante, autore, compositore, polistrumentista, visionario: Jack Bruce è tutto questo. Dagli esordi jazzistici, alla psichedelia da classifica, fino alla ricerca intima ed elegante dei decenni successivi, Jack Bruce ha sempre mostrato il suo personale punto di vista sulla musica.

Il rock e la musica contemporanea tutta, alle prese con un momento storico decisamente controverso, avrà sempre più bisogno di persone come Jack Bruce.


fine
Alessio Lottero - 

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