Scritto da: Mauro Sarti - Categorie: accompagnamento / jazz / principianti

Permutazioni ritmiche semplici nell'accompagnamento swing

Quando suoniamo un accompagnamento in stile swing, può capitare di non sapere con certezza quale figurazione ritmica utilizzare. Questa indecisione, soprattutto quando non abbiamo troppa confidenza con il genere, può portarci a suonare tutti i movimenti della misura quasi come se volessimo tenere il tempo. Attraverso alcuni brevi esercizi basati sulle permutazioni, in questo articolo vedremo come arginare questa problematica migliorando le nostre idee ritmiche.


Per un chitarrista che si sta affacciando al mondo del jazz, non è facile approcciarsi all’accompagnamento in modo convincente. Ciò che spesso facciamo inizialmente è suonare ogni movimento della battuta: per un primo periodo può anche andar bene, ma dopo avremo sicuramente bisogno di altro.
Senza tirare in ballo soluzioni decisamente più complesse come l’utilizzo del walkin bass, a cui ho dedicato già due articoli, possiamo avvalerci del concetto di permutazione. 


Permutazione?

State tranquilli, non voglio parlarvi di complicati calcoli matematici. Una permutazione, come dice wikipedia, è un modo di ordinare in successione oggetti distinti. Ma come possiamo applicare questo concetto in ambito musicale? Molto semplicemente noi andremo a prendere una piccola cellula ritmica e la sposteremo in posizioni diverse all’interno della misura. 
Andiamo adesso a fare qualche esempio: vedrete che sarà tutto più chiaro!


Croma del primo movimento

Partiamo dalla cellula ritmica più semplice di tutte: la croma, o ottavo. Iniziamo suonando un accordo (in questo caso ho scelto casualmente un Cmaj7) in battere sul primo movimento della misura. Ripetiamo per un totale di quattro misure, e poi applichiamo la permutazione alla nostra cellula ritmica. Spostiamo l'accordo in avanti di un ottavo, che adesso sarà posizionato sempre sul primo movimento, ma in levare.

permutazione con croma del primo movimento

Croma del secondo movimento

Adesso procediamo con la stessa modalità dell’esercizio precedente, continuando la nostra permutazione. L’accordo è inizialmente posizionato sul battere del secondo movimento, e dopo quattro misure sarà spostato sul levare.
Dopo aver preso confidenza con i due esercizi visti fin’ora, continuate a spostare in avanti di un ottavo l’accordo, fino a esaurire tutte le possibilità della battuta.

croma del secondo movimento

Coppia di crome del primo movimento

Prendiamo ora come oggetto delle nostre permutazioni un’altra cellula ritmica semplice: la coppia di crome. Il procedimento è sempre lo stesso: di volta in volta spostiamo la cellula in avanti di un ottavo. Partiamo sempre dal battere del primo movimento.

permutazione con coppia di crome

Coppia di crome del secondo movimento

Come fatto in precedenza, adesso partiamo dal battere del secondo movimento e poi spostiamo avanti di un ottavo.
Dopo aver svolto l’esercizio, proseguite con la permutazione fino a esaurire le possibilità.

coppia di crome del secondo movimento

Permutazioni con cellule ritmiche più complesse

Le permutazioni possono essere applicate anche a delle cellule ritmiche più complesse, dalla durata totale più o meno estesa e composte anche da figurazioni diverse.
Proviamo a utilizzare soltanto le crome, ma con una cellula che occupa due movimenti. Troviamo due crome (primo movimento) seguite da pausa di croma e croma (secondo movimento).
Quando andremo a permutare la nostra cellula, notiamo che essa acquisisce una sonorità totalmente diversa. Stavolta ho deciso di suonare sedici battute di fila, in modo tale da renderci bene conto del risultato della permutazione.

cellule ritmiche più complesse

Consigli pratici per lo studio

Dopo esservi esercitati a sufficienza con gli esempi da me proposti, vi invito a crearne alcuni voi stessi. Scegliete una breve cellula ritmica ed esplorate tutte le soluzioni possibili. Dopodiché ne scegliete una nuova e procedete allo stesso modo.
Infine provate ad accompagnare un qualsiasi brano swing riutilizzando le cellule ritmiche che avete suonato durante le esercitazioni. Sono certo che adesso il vostro accompagnamento sarà molto più fluido: di questo passo fra qualche mese sembrerete Peter Bernstein 🙂

Buone permutazioni, alla prossima!

fine
Mauro Sarti - 

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