Breve introduzione alla didattica e allo stile del grande compositore e polistrumentista americano
Chi è Ralph Towner?
Questo servizio è dedicato a Ralph Towner il grande artista di jazz contemporaneo che ci ha lasciati lo scorso gennaio. Troverete anche due video interviste pertinenti.
Ralph Towner nasce a Chehalis negli Stati Uniti d'America nel 1940. Si avvicina alla musica fin da piccolo suonando il pianoforte di cui la madre è insegnante e a 6 anni inizia a studiare anche la tromba praticando fin dall'inizio anche la composizione e l'improvvisazione. Continuerà a suonare professionalmente i due strumenti per tutta la vita ma in seguito rimane affascinato dalla chitarra classica e appena possibile si trasferisce in Austria all'Accademia di Musica di Vienna per studiare col grande chitarrista e didatta Karl Scheit col quale rimane inizialmente per un anno studiando, parole sue, fino a 9/10 ore al giorno.
Si appassiona poi alla musica musica brasiliana, alla bossa nova e alla musica etnica continuando comunque a suonare jazz anche come pianista. Polistrumentista e compositore molto originale e raffinato suona anche la chitarra 12 corde con la quale una sua esecuzione appare come introduzione del brano The Moors nell'album degli Weather Report I SING THE BODY ELECTRIC.
Nel 1970 è tra i fondatori del gruppo di jazz e musica etnica Oregon insieme a Paul McCandless, Glen Moore e Collin Walcott componendo e arrangiando in uno stile non sempre ben definibile ma originalissimo.
Arpeggi lineari
Per iniziare utilizziamo 4 accordi con il basso di LA e il MI cantino a vuoto con diteggiature che si spostano dal terzo al dodicesimo tasto. L'uso di corde a vuoto misto a note premute crea una particolare sonorità definita "effetto campanelle" o semplicemente "campanelle". Questo avviene soprattutto nei primi tre accordi dove la nota sulla seconda corda è più alta di quella sulla prima. Comunque è anche il contrasto timbrico tra corde a vuoto e note premute a generare questo effetto. Diteggiature di questo tipo o simili sono parte dello stile di Towner e derivano almeno in parte dai suoi studi di chitarra classica.
Parleremo in un prossimo paragrafo dei modi abbinati agli accordi.
Ho definito lineari arpeggi come questi perché la mano destra si muove dalla corda bassa alla prima e viceversa senza salti di corda in modo continuo e lineare. Una possibile diteggiatura della mano destra può essere:
p, p, i, m, a, m, i, p.
Se volete usare anche il mignolo potete evitare di ripetere il dito pollice:
p, i, m, a, e, a, m, i.
La lettera "e" indica il mignolo dalla parola spagnola "extremo".
Arpeggiamo gli accordi per prendere confidenza con le diteggiature della mano sinistra e il loro suono.

Arpeggi ritmici polimetrici: duine di crome
Dopo aver preso confidenza con i precedenti accordi passiamo ad introdurre un concetto approfondito nel bellissimo libro di Ralph Towner Improvisation and Performance Technique for Classical and Acoustic Guitar. Un arpeggio viene normalmente suonato eseguendo una ritmica basata sul tempo in chiave. Se eseguiamo una ritmica a duine di ottavi su un tempo di 4/4, il primo ottavo di ogni duina è più accentato del secondo.
Inoltre dobbiamo tenere bene a mente la suddivisione di ogni quarto in due ottavi. Questa è la griglia mentale che dobbiamo tenere presente mentre suoniamo. Nel prossimo esempio si creano però degli accenti fuori regola che creano una nuova ritmica che potremmo indicare come 3 + 3 + 2. Questo disegno ritmico è anche il risultato della diteggiatura della mano destra ed è tipico dello stile rumba.
Al disegno di base 2 + 2 + 2 + 2 si sovrappone quello 3 + 3 + 2. È importante nel seguente arpeggio tipico accentare le note suonate col pollice. In questo caso è la formula stessa che crea la polimetria.

Possiamo comunque creare anche altre combinazioni di accenti meno tipiche ma interessanti e utili anche per imparare comunque a tenere a mente il metro di base che è quello di base indicato in chiave mentre eseguiamo gli accenti che creano il metro sovrapposto:

È importante anche percepire ed essere ben consapevoli della nota suonata ad inizio misura.
Ecco un altro esempio con un accento sempre eseguito sulle note suonate dal pollice che crea un ciclo
5 + 3 accentando il primo e il sesto ottavo. Lo eseguiamo sugli stessi accordi del primo esempio. La mano sinistra esegue le stesse diteggiature ma ovviamente il risultato ritmico è diverso.

Provate ad eseguire sulla stessa sequenza anche la ritmica rumba style 3 + 3 + 2 e quella 3 + 2 + 3.
Improvvisazione modale e relazione scala/accordo
Non è questo il contesto per parlare dei modi ma dato che nel suo libro Ralph Towner dedica spazio a questo argomento ho pensato di dare comunque la possibilità a chi vuole di utilizzare i modi indicati in alcuni degli esempi presenti provando anche ad improvvisare sulle basi audio delle sequenze di accordi studiate.
Fornisco le diteggiature in quinta e in quarta posizione dei modi utilizzati ma è ovvio che potete usare qualunque altra diteggiatura che conoscete ricordando che i modi non sono le diteggiature ma sequenze di intervalli che fanno riferimento ad una tonica, in questo caso sempre la nota LA. Questo è il motivo per il quale nell'esecuzione dei modi sia ascendenti che discendenti mi soffermo per la durata di un ottavo sulla nota finale per darle più importanza e percepirla come nota principale.




Suonate anche con altre figure ritmiche e in modo libero non eseguendo sempre le note in scala per familiarizzare con il carattere di ogni modo ed esplorare i vari intervalli in essi contenuti.
Arpeggi polimetrici: quartine di semicrome
Possiamo ovviamente avere una suddivisione di ogni quarto in quartine di sedicesimi anziché duine di ottavi come base per creare arpeggi polimetrici. Ancora una volta Ralph Towner suggerisce di tenere l'attenzione sul ritmo a quartine e sull'inizio della misura mentre il pollice della mano destra crea un disegno ritmico con accenti creati sulla seconda, ottava, undicesima e quindicesima semicroma oltre che su quella di inizio misura. Questi accenti fuori dalla loro posizione normale sul primo sedicesimo di ogni quartina non sono facili da mantenere se non vi sforzate di tenere bene a mente la suddivisione in quartine di crome come una sorta di griglia costante a cui fate mentalmente riferimento.

Ecco altri due esempi sui due cicli 3 + 3 + 2 e 3 + 2 + 3 ma applicati alle quartine di semicrome anziché alle duine di crome. Ancora una volta cercate di non farvi fuorviare dalle note basse accentate fuori dalla loro normale posizione. A questo scopo nei vari esempi registrati ho tenuto fisso un metronomo sul battere di ogni movimento della misura.


Arpeggi polimetrici: terzine di crome
Utilizzando le terzine su un tempo di 12/8 possiamo avere una tipica polimetria di quattro su tre. Infatti se seguiamo il tempo in chiave di 12/8 abbiamo quattro terzine di crome che si abbinano però perfettamente a tre quartine di crome. Se seguiamo il metro di base abbiamo un normale accento all'inizio di ogni terzina. Se seguiamo le quartine abbiamo un accento regolare ad inizio misura, un secondo accento sul secondo ottavo della seconda terzina e un terzo accento sul terzo ottavo della terza terzina. Ancora una volta l'attenzione principale deve essere sul tempo in chiave e sue suddivisioni al quale si sovrappongono i disegni ritmici dovuti alla polimetria.

Interviste
A questo articolo sono abbinate due video interviste a due artisti chitarristi che hanno avuto in qualche modo a che fare con Ralph Towner e la sua musica. Le introduciamo brevemente nei prossimi due paragrafi nei quali indicheremo anche alcuni utili link di approfondimento.
Intervista a Adriano Sebastiani
Il chitarrista classico Adriano Sebastiani ha avuto modo di conoscere personalmente e frequentare per oltre vent'anni Ralph Towner.
Adriano ha scritto un libro di approfondimento biografico e stilistico su Ralph Towner che consiglio vivamente di leggere: "Ralph Towner e la chitarra". Il libro è attualmente l'unico al mondo dedicato al grande artista americano ma vissuto per più degli ultimi vent'anni in Italia prima in Sicilia e poi a Roma con sua moglie l'attrice siciliana Mariella Lo Sardo.
Intervista a Daniele Vettori
Il chitarrista e compositore Daniele Vettori ha dedicato l'unica cover del suo ultimo progetto discografico al brano Celeste che Ralph Towner ha dedicato alla figlia. Questo è stato quindi lo spunto per l'intervista nella quale discutiamo di questa particolare scelta e ne approfittiamo per parlare anche del suo cd Sincerely Mine pubblicato per la Dodicilune Records.
Conclusioni e suggerimenti per lo studio
Ho ripreso solo alcuni dei concetti relativi agli arpeggi polimetrici trattatati nel libro di Towner cercando come dire di applicare ex novo i compiti che lui stesso suggerisce. Cercate quindi di inventarvi nuovi accordi e nuove sequenze su cui esercitarvi con formule d'arpeggio conosciute o inventate da voi.
Il repertorio di Ralph Towner sia da solo che in duo , per esempio con l'amico e collega John Abercrombie, e con gli Oregon e in altre formazioni è veramente vasto quindi vi consiglio di visitare il sito di Towner per avere un punto di riferimento di partenza.
Questo articolo non è di facile apprendimento ma considerando la statura artistica e tecnica di Ralph Towner rappresenta veramente il minimo che si potesse fare, e a lui lo dedico con stima e ammirazione.
Buon studio e buon approfondimento a tutti!
L’abbonamento rende possibile GuitarProf e ti dà accesso a contenuti e vantaggi riservati agli abbonati.
