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Thomann contro Fender

Thomann contro Fender: il più grande rivenditore musicale al mondo porta in tribunale la disputa sulla forma della Stratocaster, difendendo varietà, concorrenza e libertà creativa nel settore delle chitarre


Thomann contro Fender: la disputa sulla Stratocaster arriva in tribunale

La vicenda Thomann contro Fender segna un nuovo passaggio nella disputa legale sulla forma della Stratocaster. Dopo settimane di lettere di diffida inviate da Fender a produttori, distributori e rivenditori di chitarre S-style in Europa e negli Stati Uniti, Thomann ha deciso di passare al contrattacco e intraprendere un’azione legale.

Il caso nasce da una decisione del Tribunale regionale di Düsseldorf del dicembre 2025, nella quale la forma del corpo della Stratocaster è stata considerata un’opera protetta dal diritto d’autore applicato. Secondo Thomann, però, quella decisione non rappresenta un esame completo della questione, perché deriverebbe da aspetti procedurali formali e non da un vero confronto nel merito.

Fender avrebbe utilizzato quella sentenza come base per inviare, tramite lo studio legale Bird & Bird, una serie di diffide rivolte a realtà attive nella produzione e distribuzione di strumenti S-style. Le richieste includerebbero lo stop alla produzione e alla vendita, il richiamo di strumenti già venduti e la consegna di dati relativi a clienti e vendite.

thomann contro fender

Una storia comune che parte dal 1954

Il 1954 è un anno simbolico per entrambe le aziende. Fender lanciò la Stratocaster proprio in quell’anno, mentre Musikhaus Thomann venne fondata nello stesso periodo. Poco dopo, gli strumenti Fender entrarono nel catalogo Thomann e vi sono rimasti per oltre settant’anni.

Proprio per questo, Thomann ha definito sorprendente e deludente l’attuale approccio di Fender nei confronti di partner commerciali storici. La società tedesca sottolinea di aver sempre proposto strumenti Fender con convinzione e stima, ricordando anche che molti dipendenti Thomann suonano personalmente chitarre del marchio americano.

Questo elemento rende la controversia più delicata di un normale scontro commerciale. Non si tratta solo di una disputa tra concorrenti, ma di una frattura all’interno di una relazione industriale e distributiva molto lunga.


La forma della Stratocaster tra estetica e funzione

Al centro della disputa Thomann contro Fender c’è il tema della protezione della forma del corpo della Stratocaster. Thomann sostiene che il successo della Stratocaster non dipenda soltanto dalla sua riconoscibilità estetica, ma soprattutto dalla sua funzione.

Il corno superiore contribuisce al bilanciamento dello strumento, i cutaway facilitano l’accesso ai tasti più alti e le sagomature del corpo aumentano il comfort durante l’esecuzione. In questa lettura, la forma della Stratocaster nasce per rispondere a esigenze ergonomiche e pratiche, non soltanto decorative.

Proprio questa funzionalità avrebbe reso il design S-style un punto di partenza per innumerevoli reinterpretazioni nel corso dei decenni. Piccoli liutai, marchi indipendenti e produttori affermati hanno costruito su quella base strumenti sempre diversi, contribuendo allo sviluppo della chitarra moderna.

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Il nodo della libertà creativa

Thomann evidenzia che, nel Paese d’origine della Stratocaster, la forma dello strumento è considerata da tempo parte del pubblico dominio. La possibilità di utilizzare liberamente quel riferimento avrebbe favorito la nascita di numerose evoluzioni, comprese alcune che hanno finito per arricchire anche l’intero ecosistema Fender.

Un esempio citato è la Frankenstrat di Eddie Van Halen. Da quella libera reinterpretazione prese forma il concetto di Superstrat, una categoria che ha influenzato generazioni di chitarristi e costruttori. Secondo Thomann, bloccare quel tipo di sperimentazione avrebbe potuto ostacolare una parte importante dell’evoluzione dello strumento elettrico.

Per questo l’azienda tedesca vede la questione come qualcosa che va oltre la singola controversia. In gioco, secondo Thomann, ci sarebbero varietà, innovazione e concorrenza nel mercato delle chitarre.

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Perché Thomann ha deciso di agire

La vicenda coinvolge direttamente Thomann anche perché il marchio Harley Benton rientra tra le realtà interessate dall’ondata di diffide. Thomann opera infatti sia come rivenditore sia come produttore, e vive quindi la situazione da una doppia prospettiva.

L’azienda afferma di voler continuare a offrire ai propri clienti l’intera varietà del mondo della chitarra. Allo stesso tempo, vuole che le accuse di violazione del diritto d’autore vengano discusse in un procedimento giudiziario neutrale, nel quale entrambe le parti possano presentare le proprie argomentazioni e, se necessario, le prove.

Il CEO Hans Thomann ha spiegato così la posizione dell’azienda: “Anche noi, un tempo, eravamo un piccolo negozio di strumenti musicali e sappiamo bene da dove veniamo. Diversità, correttezza e un rapporto rispettoso tra le parti fanno da sempre parte della nostra identità. Molte delle realtà coinvolte non dispongono delle risorse finanziarie e legali necessarie per sostenere una controversia di questo tipo. Per questo riteniamo sia nostra responsabilità far chiarire questa vicenda in sede giudiziaria, non solo per la nostra azienda, ma per tutti gli attori coinvolti.”


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Una battaglia che riguarda anche altri produttori

Thomann non presenta la propria iniziativa come una difesa limitata a Harley Benton. Nel comunicato vengono citati produttori custom shop, marchi storici e realtà innovative come Tyler, Tom Anderson, Suhr, LSL, Maybach, Pensa, FGN e PRS.

Secondo Thomann, queste aziende rappresentano la ricchezza dell’ecosistema chitarristico moderno. Alcune fanno parte del suo assortimento, altre no, ma tutte contribuiscono a mantenere vivo un mercato fatto di soluzioni diverse, approcci costruttivi differenti e interpretazioni personali di forme ormai entrate nella cultura musicale.

È proprio questa pluralità, secondo l’azienda tedesca, a essere minacciata dagli sviluppi attuali.

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L’appello diretto a Fender

Nella parte finale del proprio intervento, Thomann rivolge un appello esplicito a Fender. La storia della Stratocaster, sostiene l’azienda, non è stata scritta da una sola realtà, ma da musicisti, liutai, sviluppatori e produttori di tutto il mondo.

Per Thomann, l’importanza della Stratocaster nasce anche dalle tante persone che hanno costruito nuove idee partendo da quella base. Per questo la diversità viene descritta come una delle grandi forze del settore.

L’azienda invita quindi Fender a interrompere le diffide nei confronti di produttori, distributori e rivenditori, tornando a una collaborazione più equa e fondata su un rapporto di partnership.


Conclusioni

La vicenda Thomann contro Fender porta la questione della forma della Stratocaster su un piano molto più ampio rispetto a una semplice controversia commerciale. Il punto non è soltanto stabilire chi possa vendere strumenti S-style, ma capire fino a dove possa arrivare la tutela della forma di una chitarra quando quella forma è diventata, nel tempo, linguaggio comune.

Fender difende uno dei simboli più importanti della propria storia. Thomann, invece, sostiene che quella stessa forma sia ormai parte di una tradizione condivisa, trasformata da decenni di musicisti e costruttori. La decisione dei tribunali potrebbe quindi avere effetti importanti non solo per Harley Benton, ma per molti marchi che da anni reinterpretano il concetto S-style.

Qualunque sarà l’esito, questa causa potrebbe diventare uno dei passaggi più rilevanti degli ultimi anni nel rapporto tra design, diritto d’autore e libertà creativa nel mondo della chitarra elettrica.

foto dal sito Thomann

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