Nel percorso di studi di un chitarrista jazz arriva inevitabilmente il momento di affrontare l'esecuzione della melodia di un brano. Quando la velocità non è particolarmente sostenuta, è possibile arricchire la semplice linea melodica armonizzandola, ovvero aggiungendo note che ne evidenziano la struttura armonica.
Melodia o Armonia?
Suonare la melodia di un brano rimanendo fedeli alla versione originale, senza aggiungere altre note, è una scelta valida, soprattutto quando i BPM sono elevati oppure quando nella formazione sono presenti uno o più strumenti incaricati di definire chiaramente l'armonia.
Se invece il brano ha un andamento più rilassato e ci troviamo in una formazione ridotta, come un trio o un quartetto, può essere interessante arricchire la linea melodica aggiungendo alcune note o accordi. In questo modo l'armonia risulterà più evidente e il suono complessivo più ricco.
Quando ogni nota, o quasi, della melodia viene armonizzata con un accordo si parla di chord melody. In questo articolo, però, adotteremo un approccio graduale: invece di armonizzare ogni nota con un accordo completo, inizieremo a muovere i primi passi aggiungendo una nota alla melodia. Applicheremo questo concetto a "All The Things You Are", celebre standard jazz composto da Jerome Kern nel 1939.
Impariamo la melodia originale
Come prima cosa, sicuramente dobbiamo imparare la melodia del brano che stiamo studiando. Forse già lo saprete, ma nel jazz i temi vengono spesso modificati a piacimento dell’esecutore, soprattutto dal punto di vista ritmico. Ciò nonostante, conoscere la scrittura originale è un ottimo punto di partenza.
In questo articolo tratteremo la melodia in modo fedele alla versione originale, anche per rendere l’applicazione dei concetti più accessibile.


Armonizzare la melodia con intervalli di terza
Adesso che abbiamo imparato il tema del brano, possiamo muovere i primi passi verso la sua armonizzazione. Per iniziare, utilizzeremo gli intervalli di terza, sia maggiore sia minore. È fondamentale conoscere bene le note che compongono le scale su cui è costruita la melodia, poiché saranno proprio queste a fornirci le note da aggiungere all'esposizione del tema.
Ricordate che la melodia deve sempre rimanere in primo piano rispetto all'armonia. Per questo motivo, gli intervalli aggiunti andranno collocati al di sotto della nota del tema. Inoltre, quest'ultime dovrebbero teoricamente avere sempre un volume più altro rispetto alle note aggiuntive.
Dal punto di vista ritmico, inseriremo la nota aggiuntiva con un ritardo di una semiminima rispetto alla melodia e, quando possibile, la lasceremo risuonare fino alla fine della battuta.
Per non rendere l'esercizio eccessivamente complesso, nella maggior parte dei casi armonizzeremo soltanto la prima nota di ogni nuovo accordo o, al massimo, poche note successive (ci saranno anche dei passaggi dove ho evitato di armonizzare).


Armonizzare la melodia con intervalli di sesta
In questo paragrafo, andiamo ad applicare lo stesso concetto ma utilizzando intervalli di sesta.
Valgono le stesse indicazioni che vi ho fornito in precedenza.
Dove troviamo due note simultanee, consiglio di utilizzare la tecnica dell'hybrid picking, per evitare di suonare la corda che si trova nel mezzo. Ad esempio, già nella terza battuta dobbiamo stare attenti a non suonare la corda del SOL.


Utilizziamo i toni guida per l'armonizzazione della melodia
Adesso procederemo utilizzando invece i toni guida dell’accordo, chiamati anche note guida. Se volete approfondire l’argomento, date una lettura a questo articolo.
In alcuni passaggi del tema, come all'inizio della lettera C, ho scelto di armonizzare entrambe le note della melodia con note differenti, pur mantenendo invariato l'accordo di riferimento. Questa soluzione rende la linea armonizzata più fluida e dinamica, assecondando l'andamento melodico.
Inoltre, per rispettare il fraseggio del brano, la nota aggiuntiva sugli accordi di D7 e B7 è in una posizione ritmica diversa rispetto a quella adottata nel resto dell'esercizio.


Armonizzare mescolando gli intervalli
Ora che abbiamo esplorato le diverse possibilità in modo più restrittivo, è il momento di rendere l'esercizio più creativo. Per farlo, dobbiamo combinare le varie soluzioni, evitando di utilizzare sempre lo stesso tipo di armonizzazione. Alternare terze, seste e toni guida permette infatti di ottenere un risultato più vario e naturale.
Di seguito vi propongo un esempio, ma vi invito a sperimentare e a trovare soluzioni personali.
Come accennato in precedenza, negli esercizi passati non abbiamo armonizzato alcuni passaggi del tema. In quest'ultimo esempio, invece, applicheremo il concetto anche a quei punti più complessi, ottenendo un'armonizzazione più completa dell'intera melodia.


Conclusioni
Non sempre armonizzare ogni nota della melodia con un accordo completo è la scelta migliore. Se ascoltiamo grandi chitarristi contemporanei come Kurt Rosenwinkel oppure Jonathan Kreisberg, ci accorgiamo che alternare la melodia a interventi armonici più essenziali, quasi come se fossero due voci indipendenti, può risultare altrettanto efficace.
I concetti presentati in questo articolo rappresentano un ottimo punto di partenza muovere i primi passi verso questo approccio e, più in generale, per arricchire il proprio linguaggio chitarristico.
Logicamente, essendo questi esercizi abbastanza basilari dal punto di vista esecutivo, non aspettatevi di avere un risultato musicalmente efficace fin da subito. Sono appunto degli esercizi che aiutano a sviluppare un certo tipo di pensiero e approccio all'esecuzione dei temi, ma che presi individualmente suoneranno sempre in modo rigido e scolastico.
Attraverso la pratica di questi concetti, riuscirete poi ad applicarli in modo decisamente più musicale e concreto.
Ricordate infine che, sulla chitarra, una stessa nota può essere eseguita in posizioni diverse della tastiera. Scegliete quindi le diteggiature che ritenete più adatte alle vostre esigenze e non abbiate paura di sperimentare: esplorare nuove posizioni è uno degli esercizi più utili per acquisire maggiore padronanza dello strumento.
Vi consiglio di esercitarvi utilizzando delle basi, come quelle fornite da iReal Pro, o anche soltanto un metronomo.
Buono studio, alla prossima!
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